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	<title>Ogni Tanto...</title>
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	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
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		<title>I.A.</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ipald</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco dell'Imitazioe]]></category>
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		<category><![CDATA[John Searle]]></category>
		<category><![CDATA[Macchina di Turing]]></category>
		<category><![CDATA[Robot]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="bvMsg">
<div>E&#8217; stato uno dei motivi che mi ha spinto a studiare ingegneria informatica&#8230;ed è, secondo me, una delle discipline su cui l&#8217;uomo si troverà a riflettere più a lungo nei prossimi anni. Se da un punto di vista tecnico/tecnologico ormai stiamo arrivando ad avere piena cognizione del problema e dei modi per superare gli ostacoli (la robotica ormai è un giocattolo, vedi lego mindstorm&#8230; o anche <a href="http://ipald.spaces.live.com/www.sony.net/Products/aibo/index.html">aibo </a>il cane sony), pian piano si affaccia il problema filosofico (anke se va detto ke il dibattito era già nato un paio di decenni fa). Il cinema ne è testimone partorendo ogni anno decine e decine di film sull&#8217;argomento (Terminator, Matrix, Il 13° piano, Io Robot, I.A., Transformers (e vai!) e questo solo per citarne alcuni) e ormai è sulla bocca di tutti che tra un paio di anni saranno i robot che laveranno la casa, stireranno, andranno a fare la spesa e chissà quali altre cavolate che prendono il nome di domotica&#8230;</div>
<div>Ora un po&#8217; di storia, giusto per curiosità&#8230;</div>
<div>Le basi dell&#8217;odierna intelligenza artificiale sono da imputare a un certo signor Turing che, ad un certo punto del novecento, in piena distruzione del pensiro matematico a opera di Hilbert (non il fumetto) decide di dire la sua, e per dare conferma a una delle 23 tesi (o meglio, domande) che Hilbert si poneva, inventò quella che è detta <b>Macchina di Turing</b>. Senza entrare nel merito la macchina di Turing è un concetto utile in teoria matematica, che serve a dimostrare che &#8220;qualsiasi&#8221; problema risolvibile mediante questa macchina (che non esiste &#8211; ma che in teoria potrebbe esistere) è risolvibile da una macchina finita. Ovviamente la macchina di Turing non può rispondere a domande come &#8220;perché viviamo?&#8221;, ma può dare risposte a domande più banali: il suo funzionamento ricorda molto da vicino quello di un programma per computer.</div>
<div>Questa scoperta ha portato alla (de)generazione di moltissime altre idee e postulati, e fin da subito ha scatenato un gran dibattito&#8230;</div>
<div></div>
<div>Nel 1949, il famoso neurochirurgo Sir Geoffrey Jefferson (1886-1961), nel suo scritto <i>No Mind for Mechanical Man</i> (Nessuna mente per l&#8217;uomo meccanico), esponeva una serrata critica ad un precedente articolo che riguardava <a href="http://www.nemesi.net/turing.htm" title="la macchina universale di Turing"><u><font color="#0000ff">la macchina universale di Turing</font></u></a>.</div>
<div><i>«Fino a quando una macchina non potrà scrivere un sonetto o comporre un concerto suggeriti da emozioni realmente provati, e non per una scelta casuale di simboli, non potremo ammettere che una macchina eguagli il cervello umano; cioé che non solo scriva queste cose, ma che sappia di averle scritte. E&#8217; certo che nessun meccanismo potrebbe provare piacere (e neppure manifestarlo artificialmente, un facile espediente) verso i propri successi e angosce quando gli saltano le valvole, né animarsi davanti alle lusinghe, o rattristarsi per i propri errori, o essere affascinato dal sesso, o incollerirsi o deprimersi quando non può ottenere ciò che desidera». </i></div>
<div></div>
<div>Queste argomentazioni, apparentemente logiche, erano in realtà facilmente confutabili, e la traccia per farlo era stata indirettamente suggerita nel <b>MacBeth </b>di <b>William Shakespeare</b>&#8230;</div>
<div>(SCENA QUARTA)<br />
DUNCAN (re di Scozia): Non c&#8217;è arte per leggere nella faccia la costituzione della mente&#8230;</div>
<div></div>
<div>Alan Turing, nel 1950, con l&#8217;articolo <i><a href="http://loebner.net/Prizef/TuringArticle.html">Computing Machinery and Intelligence</a> </i>propose un criterio oggi noto come <b>Test di Turing (noto anche come Gioco dell&#8217;Imitazione) </b>per determinare se un computer fosse in grado di pensare&#8230;cosa simpatica no?</div>
<div>Il test consisteva in questo: una persona si trova davanti ad un terminale, e con la tastiera scrive delle domande e riceve delle risposte, mentre dall&#8217;altro capo del terminale ci sono una macchina ed un operatore umano che forniscono alternativamente risposta alle domande&#8230;se la persona non è in grado di distinguere quali dei due interlocutori sia la macchina allora si può affermare che la macchina è intelligente (o la persona in questione è un cretino aggiungerei)&#8230;</div>
<div>Ad oggi nessun programma ha superato il test, anche se è doveroso citarne alcuni che hanno fatto scalpore come ELIZA (scritto nel 1966!!!)&#8230;</div>
<div>Per farvi un&#8217;idea ecco un prototipo di una discussione fatta con ELIZA:</div>
<div><font face="Arial"><b>paziente</b>: gli uomini sono tutti uguali<br />
<b>computer</b>: in che senso<br />
<b>paziente</b>: ci fregano sempre in qualche modo<br />
<b>computer</b>: puoi fare un esempio specifico<br />
<b>paziente</b>: un mio amico mi ha fatto venire qui<br />
<b>computer</b>: un tuo amico ti ha fatto venire qui<br />
<b>paziente</b>: dice che sono quasi sempre depressa<br />
<b>computer</b>: mi dispiace sentire che sei depressa<br />
<b>paziente</b>: è vero sono infelice<br />
<b>computer</b>: credi che venire qui ti aiuterà a non essere infelice<br />
<b>paziente</b>: ho bisogno di aiuto, questo è sicuro<br />
<b>computer</b>: cosa intendi come aiuto<br />
<b>paziente</b>: forse potrei riuscire ad andare d&#8217;accordo con mia madre<br />
<b>computer</b>: parlami di tua madre</font></div>
<div></div>
<div><font face="Arial">Ad oggi ci sono decine di altri programmi simili come <a href="http://www.alicebot.org/">A.L.I.C.E. (Artificial Linguistic Internet Computer Entity)</a>, <a href="http://www.geocities.com/SiliconValley/Hills/6615/imad.html">M.A.D. (Markov Aided Deceit)</a>,<a href="http://www.viki.135.it/">VIKI</a>&#8230;ed il dibattito in questo senso è accesissimo (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stanza_cinese">provate a cercare La Stanza Cinese di John Searle</a>)</font></div>
<div></div>
<div><font face="Arial">Ma il problema dell&#8217;interazione uomo/computer non è solo imitare una persona o vincere una partita a scacchi (<a href="http://www.research.ibm.com/deepblue/">maggio 1997 il Deep Blue IBM sconfigge il campione mondiale Garry Kasparov</a> in un incontro regolare di 6 partite, probabilmente solo grazie a una smisurata capacità di calcolo del supercomputer (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IBM_Deep_Blue">link Wikipedia</a>)): l&#8217;obiettivo dei giapponesi è quello di avere un robot in grado di vincere contro la nazionale campione del mondo di calcio entro il 2050&#8230;il prof Hans Moravec (professore della Carnegie Mellon University) dice che per quella data le macchine raggiungeranno o addirittura supereranno le capacità cognitive ed emotive dell&#8217;uomo&#8230;</font></div>
<div></div>
<div><font face="Arial">Mentre l&#8217;opinione pubblica (e probabilmente anche qualcuno di voi che legge il mio blog) pensano che tra un paio di anni bisognerà correre ai ripari, pensate che <a href="http://www.kataweb.it/multimedia/media/351375">c&#8217;è un cinese (Wu Yulu, un contadino) </a>che costruisce i robot fatti in casa! Alla faccia delle matrici di trasformazione, dei momenti di inerzia e di tutta la matematica del cacchio!</font></div>
<div></div>
<div><font face="Arial">Non so quanto spaventose siano le prospettive (probabilmente Isaac Asimov e Philip K. Dick avevano ragione)&#8230;io dal canto mio sono ottimista e credo che la situazione non sia drammatica, ma per farvi venire un po&#8217; di paura vi lascio con un video e un articolo su una delle ultime ricerche che si svolgono in alcuni laboratori americani della Carnegie Mellon (la stessa del prof Hans Moravec e di Deep Blue!!!) e che riguardano i &#8220;Catomi&#8221;, non è uno scherzo, Intel per prima si è buttata a capofitto in questa ricerca&#8230;</font></div>
<div><font face="Arial">Buona Lettura e Buona Visione!</font></div>
<div></div>
<div></div>
<div> <span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ipald.wordpress.com/2008/03/29/ia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/16vBZbna2rk/2.jpg" alt="" /></a></span></div>
<div><font face="Arial"><a href="http://www.webmasterpoint.org/speciale/2007giu25-nuovo-materiale-creare-oggetti-3d.asp">Link in italiano da Webmasterpoint</a></font></div>
<div><font face="Arial"><a href="http://www.cs.cmu.edu/%7Eclaytronics/">Link al sito della Carnegie Mellon</a></font></div>
<div><font face="Arial"><a href="http://www.cs.cmu.edu/%7Eclaytronics/movies/">Vari Concept Video</a></font></div>
</div>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:13:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto che il primo interento che automaticamente viene inserito ha questo titolo ci posto il link su Wikipedia a riguardo&#8230;
http://it.wikipedia.org/wiki/Hello_world
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Visto che il primo interento che automaticamente viene inserito ha questo titolo ci posto il link su Wikipedia a riguardo&#8230;</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hello_world" title="Wikipedia - Hello World" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Hello_world</a></p>
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